Un progetto fotografico che racconta la vita degli operai nel deserto del Bahrain
Il paesaggio antropizzato è quello del deserto del Bahrain e il lavoro è quello degli operai di un’acciaieria. È questo il tema al centro di
Blue Dust, la personale di Andrea Pertoldeo in mostra, fino a
domenica 11 luglio, al primo piano dello spazio espositivo dell’esedra di levante a
Villa Manin di Passariano. L’esposizione, che vede la collaborazione dell’Erpac
(Ente Regionale Patrimonio Culturale), è visitabile gratuitamente da
martedì a
giovedì dalle 10 alle 18 e da v
enerdì a
domenica dalle 10 alle 19.
Blue Dust è un progetto fotografico che mette in relazione un paesaggio specifico e il lavoro che lo modifica. Il deserto fotografato è il luogo dove i cittadini autoctoni del Bahrain trascorrono giornate di festa e di riposo per ritrovare le loro antiche origini nomadi. Il deserto è anche il luogo di passaggio di tubi di gas naturale o petrolio e di tralicci dell’alta tensione che modificano e accentuano l’orografia del territorio. Gli uomini ritratti sono immigrati che vivono e lavorano per migliorare la loro condizione e quella della famiglia di origine. Essi costruiscono con il loro lavoro gli oggetti della modificazione del paesaggio del deserto. Il cortocircuito fra paesaggio e lavoro in Blue Dust è generativo di un aspetto della costruzione della società contemporanea.
Andrea Pertoldeo, fotografo nato a Udine nel 1971, è docente di fotografia all’Università Iuav di Venezia. Ha partecipato a numerose mostre e progetti di ricerca sulla fotografia contemporanea. Ha pubblicato sue fotografie in diverse riviste internazionali come Genda, Domus, Domus China, Domus Russia, Casabella, The Plan, AIT, Goya, Territorio, Arabian Design, Compasses, Home. In loco sarà disponibile il libro Blue Dust edito da A+mbookstore con testi di Mario Lupano, Luca Ciotti, Roberto Zancan e Antonello Frongia.