Dal prossimo anno accademico in Ateneo i "visiting professors"

L'Università di Udine chiama cervelli da tutto il mondo

Il Rettore: «Per sostenere le sfide di un’università posta
al centro dell’Europa e accelerarne lo sviluppo internazionale»

Accrescere e qualificare sempre più la dimensione internazionale della didattica e della ricerca scientifica chiamando, per la prima volta all’università di Udine, i migliori cervelli da tutto il mondo. L’ateneo udinese, a partire dal nuovo anno accademico, apre le porte ai visiting professors, ossia a docenti di notorietà internazionale che saranno chiamati in Italia, all’ateneo di Udine, per tenere lezioni e svolgere attività scientifica. Obiettivo, qualificare sempre più i percorsi di internazionalizzazione dell’ateneo, offrire, dal punto di vista della didattica, alte competenze agli studenti e, dal punto di vista della ricerca, rafforzare le interazioni con università, centri di ricerca e laboratori stranieri di prestigio da parte dei docenti. «Per sostenere le sfide di un’università come la nostra posta al centro dell’Europa e per potenziarne l’attrattività internazionale – sottolinea il rettore Cristiana Compagno – è necessario incrementare la presenza di docenti stranieri di fama scientifica internazionale».

L’apertura ai visiting professors è stata varata ieri dagli organi di governo e si colloca in linea con la riorganizzazione dipartimentale volta alla valorizzazione della produttività scientifica e dei risultati di ricerca dell’ateneo secondo gli standard internazionali adottati dalle più prestigiose università europee. In via sperimentale, i visiting professors saranno finanziati per permanere all’università di Udine per tre mesi. «La selezione dei professori stranieri – sottolinea Compagno - verrà fatta secondo criteri di altissima qualità. Saranno, infatti, scelti in base a severi requisiti scientifico-curricolari fissati dall’ateneo, in grado di provare la notorietà internazionale e l’alto riconoscimento da parte di istituzioni scientifiche di qualità».

L’iniziativa «è stata resa possibile – sottolinea il rettore – grazie al fondamentale supporto della Fondazione Crup che ha creduto nel valore di questa opportunità e ha destinato uno specifico contributo nell’ambito dell’accordo attuativo con l’ateneo per l’anno 2010». «La Fondazione Crup – sottolinea il presidente Lionello D’Agostini -, che ha sostenuto i progetti più innovativi e qualificanti dell’università del Friuli, come appunto quello dell’internazionalizzazione, condivide la scelta del rettore Cristiana Compagno di uscire dai confini localistici, cercando con lo scambio di conoscenze tra cervelli e il contatto con i centri di ricerca più avanzati nel mondo di cambiare passo alla didattica e alla ricerca dell’Ateneo locale».

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