Lunedì 26 novembre alle 16.30 nella sala Florio di palazzo Florio, in via Palladio 8 a Udine, Adele Dei dell’Università di Firenze e Rodolfo Zucco dell’Università di Udine ricorderanno la figura del poeta Giorgio Caproni a cento anni dalla nascita. All’incontro, intitolato “Serba di me questo ricordo vano…” e organizzato dalla Scuola Superiore dell’Ateneo friulano, sarà presente Attilio Mauro Caproni, figlio del poeta e docente di bibliografia all’Università di Udine.
Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) è stato poeta, prosatore, saggista e critico letterario. Dopo aver partecipato alla guerra sul fronte occidentale e quindi alla Resistenza in Val Trebbia, si trasferisce nel 1945 a Roma, dove lavora per molti anni come maestro elementare. I temi ricorrenti della sua poesia sono Genova e la città natale, la madre (Annina) e le altre figure familiari, la guerra, il viaggio, il linguaggio, l’investigazione sulla propria identità, la morte di Dio, trattati unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimenti. Caproni è stato anche un fine traduttore dal francese e, più raramente, da altre lingue. In particolare si ricordano le traduzioni di opere di Marcel Proust, Charles Baudelaire, René Char, André Frenaud, Louis-Ferdinand Céline e Guy de Maupassant. La sua opera poetica (da Come un’allegoria, 1936, al postumo Res amissa, 1990) è stata raccolta da Garzanti e da Mondadori.