La Buiese Distillerie produrrà il liquore formulato nei laboratori del dipartimento di Scienze degli alimenti
Dalla ricerca alla commercializzazione. Entra in produzione Lusôr, l’amaro a base di piante officinali, fra cui la Genziana maggiore (Gentiana lutea L.), nato dalla sperimentazione condotta nei laboratori del dipartimento di Scienze degli alimenti dell’Università di Udine. A produrre Lusôr, che in lingua friulana significa “luce”, sarà la Buiese Distillerie di Martignacco (Udine). Il liquore è il frutto del lavoro svolto da un gruppo di ricerca, coordinato da Carla Da Porto, che ha saputo unire la tradizione, derivante da un’antica miscela di erbe, all’innovazione, con l’applicazione di un’esclusiva modalità di estrazione delle piante. L’amaro ha una gradazione alcolica di 26 gradi. La scelta di chiamare il liquore Lusôr trae spunto dal termine arcaico che i latini utilizzavano per la genziana, vale a dire Kikenda, che significa piccola luce, candela, lucciola.
L’amaro Lusôr sarà presentato venerdì 21 maggio, alle 18, a Tolmezzo (Udine), presso il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari “Michele Gortani”. Interverranno Carla Da Porto, docente di Tecnologie delle bevande alcoliche all’ateneo friulano, il maestro Domenico Molfetta, noto studioso del patrimonio storico-culturale della tradizione popolare della Carnia, e Cristiano Buiese, della Buiese Distillerie. Al termine si terrà una degustazione guidata.
«La passione per le antiche tradizioni popolari e l’attitudine all’innovazione tecnologica sviluppate all’università di Udine – sottolinea Da Porto –, unite all’impegno di Cristiano Buiese, giovane erede di una delle più antiche distillerie della regione e laureato in Scienze e tecnologie alimentari all’ateneo friulano, hanno permesso l’incontro tra università e realtà produttiva locale. Fatto che ora si concretizza con l’entrata in produzione dell’amaro Lusôr da parte di un’azienda del territorio».
Lusôr nasce nel 2009 nell’ambito del progetto ‘La via degli spiriti antichi’. «Il progetto – spiega la coordinatrice, Carla Da Porto – mira a promuovere lo sviluppo dell’agro-alimentare della montagna tramite la formulazione di bevande spiritose a base di piante officinali o/e di antiche varietà di frutta tradizionalmente caratteristiche delle diverse zone della Carnia».
A oggi, insieme al Lusôr, presso il dipartimento di Scienze degli alimenti sono stati formulati altri tre liquori e un’acquavite: il “Cramar”, amaro d’erbe di Carnia; la “Tonie dal Frari”, liquore a base di noci e piante officinali della Valle del Lumiei; il “Latdiaul”, liquore a base di crema e menta della Val Pesarina, e l’“Acquavite di pere San Martino”, distillato dell’antica varietà di pere Pastic di Forni di Sotto.