Presentazione di un rapporto di studi e tavola rotonda all’Università di Udine

Patto di stabilità interno e obblighi comunitari: dubbi di applicazione e contrasti con la direttiva UE

Ne discutono Ateneo, Comune, Confindustria, Anci e Ance FVG
In chiusura, intervento della governatrice Debora Serracchiani

È dedicata al tema del patto di stabilità tra diritto interno e diritto dell’Unione europea la tavola rotonda, in programma giovedì 14 novembre dalle 18 alle 19.30 nell’aula 1 di via Tomadini 30/A a Udine, organizzata dalla cattedra di diritto internazionale, diritto dell’UE e diritto internazionale privato dell’Università di Udine nell’ambito del ciclo di incontri su “Diritto europeo e crescita: il coraggio delle riforme”. Verrà presentato, a cura dell’avvocato Alessandro Dondero e dell’assessore al bilancio del comune di Udine Cinzia Del Torre, un rapporto realizzato dall’Università di Udine dedicato a “Patto di stabilità interno e la direttiva 2011/7/UE: i criteri delle imprese tra diritto interno e diritto dell’Unione Europea”.

Con il coordinamento del direttore de Il Messaggero Veneto, Omar Monestier, interverranno il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente di Cofindustria Udine Matteo Tonon, il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del FVG Mario Pezzetta, il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) del FVG Roberto Contessi, e Maurizio Maresca ordinario di diritto dell’UE dell’Università di Udine. A conclusione dei lavori prenderà la parola la governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

«Il tema – anticipa Maresca – è di stringente attualità: con l’adozione del patto interno di stabilità, attraverso la legge 183 del 2011, la Repubblica Italiana ha scelto di attuare i propri obblighi europei di cui al Fiscal Compact e al Six Pack congelando i pagamenti dei crediti non contestati vantati dalle imprese verso le pubbliche amministrazioni. Questa scelta, tuttavia, passa attraverso una disciplina di dubbia coerenza rispetto agli obblighi comunitari e in contrasto con la direttiva europea 2011/7».

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